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biografiaGiulio Malventi nasce a Livorno nel 1978. Per tutta l'adolescenza, escluso un primo periodo in cui si pensa che farà lo scrittore, chi lo osserva sostiene che sarà uno scienziato, e a prima vista non sbaglia troppo, perché nel 2004 si laurea in ingegneria aerospaziale. La sua anima creativa però ansima durante studi a carattere prevalentemente nozionistico e, quando la madre inizia a dedicarsi ad attività artistiche, anche lui, probabilmente all'inizio per non sembrare da meno, si sente spronato a realizzare qualcosa che sia in controtendenza con il quotidiano. Così, nel periodo post laurea, derivanti rispettivamente da un incubo a sfondo esopreistorico e da uno schizzo involontario vergato due anni prima durante lo studio delle costruzioni aeronautiche, nascono Negazione e rovina e Onde di tortura. La reazione della famiglia è di sincero disgusto. Intanto viene assunto come progettista di armamenti subacquei, ma nonostante la profusione di creatività nei più svariati meandri della tecnica, l'ispirazione non si placa e dà alla luce una serie di lavori dal significato insondabile, che trova culmine nella condensazione lignea dell'espressione onomatopeica di disastro Kekech', la quale stranamente acquisisce e tuttora mantiene, seppur in frammenti, collocazione nella casa natale dell'artista. In questo periodo è da segnalare il fondamentale supporto dell'Élite del Riccio nella ricerca sia dell'ispirazione che delle interpretazioni delle opere. Nel 2006 conosce la futura moglie Lila e l'anno successivo si sposa. Constatato che i propri risultati ingegneristici sono tanto geniali quanto incompresi, con Nov život izvan svijeta sancisce l'emigrazione in Montenegro, paese natale di lei, dove lavorerà, nel tempo lasciato libero dalle elucubrazioni pseudoartistiche, presso lo studio di architettura di famiglia. Nel 2008 nasce la piccola Clelia, che sarà per prima rappresentata dalla nuova tecnica digitale dell'autore. |
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